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A.P.D. Acilia Sport Red Foxes, Copyright©2016. All Rights Reserved.

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INSIEME_NOI è un’iniziativa concepita e proposta al territorio dall’associazione polisportiva dilettantistica Acilia Sport Red Foxes. Il nome del progetto,

INSIEME_NOI, è il rituale grido di squadra che si fa in cerchio a fine di ogni allenamento. Si tratta del minimo comune denominatore che raccoglie tutte le squadre dell’associazione polisportiva dilettantistica Acilia Sport Red Foxes, un momento di coesione che rappresenta benissimo l’obiettivo di questo progetto: strutturare “un senso del noi”, un’identità di gruppo al di là delle specifiche differenze individuali.

Nello specifico l’iniziativa prende il nome di Sport Integrato in Rete per affermare che nel gioco di squadra sono possibili l’integrazione e l’inclusione di molte tipologie di soggetti. In particolare ci rivolgiamo a soggetti diversamente abili nell’area intellettivo-relazionale (a partire dai sei anni di età) e a studenti degli ultimi tre anni degli istituti superiori del territorio del Municipio X.

L’attività motoria e sportiva integrata svolta fra gli studenti e ragazzi diversabili ha fra i suoi obiettivi quello di creare le condizioni per un’attività sistematica con concrete ricadute immediate e nel tempo a favore della crescita formativa sia degli studenti sia delle persone diversamente abili.

Tale attività così strutturata consente di coinvolgere e gratificare un ampio numero di giovani studenti normo-dotati. L’idea di fondo è quella di utilizzare un sistema basato sulla “Peer Education” in cui gli adolescenti cooperano attivamente nell’educazione partecipata dei ragazzi più piccoli (o come in questo caso, con difficoltà di vario genere). In questo modo, mentre si incoraggiano i più grandi o i pari età e si responsabilizzano e si potenziano le loro abilità sociali di supporto, allo stesso tempo si offre ai più piccoli un modello virtuoso di comportamento da imitare e su cui fondare la loro crescita. Il medium, il collante di questa potenziale crescita reciproca è il gioco, in particolare il gioco della pallacanestro.

Si crea così l’occasione per offrire ai giovani l’opportunità di sperimentare le proprie capacità relazionali e stimolare la propria intelligenza sociale in un’esperienza che consentirà anche di avere più chiarezza rispetto alle scelte di orientamento formativo. Nell’epoca del bullismo e del cyber-bullismo, formare giovani adolescenti al rispetto della diversità e delle problematiche vissute dai loro coetanei con diagnosi che rientrano nello spettro autistico, può rappresentare allo stesso tempo una forma di educazione civica da valorizzare e incentivare.

 

Questo tipo di azione integrata si è dimostrata particolarmente efficace in molti casi di studio se si mettono insieme due importanti categorie di soggetti della nostra società: bambini diversamente abili e ragazzi adolescenti. In molti casi l’adolescente, che magari può essere restio nell’approcciarsi con ragazzi autistici, sviluppa una relazione significativa in cui il percorso di apprendimento tecnico si accompagna alla costruzione di un rapporto affettivo basato sul gioco e sul divertimento.

Sull’altro versante è facile affermare che lo sport produce effetti positivi sulla salute fisica e psichica della persona. Praticare sport con regolarità produce enormi benefici in termini di abilità motorie, di coordinazione, di pianificazione dell’azione. Per i bambini e i ragazzi lo sport ha un grande potere educativo perché promuove il rispetto dell’altro, incentiva l’inclusione, limita l’isolamento e l’emarginazione sociale. Purtroppo per i ragazzi con disabilità fisiche e intellettive è molto più difficile praticare uno sport, sia per ragioni dovute alla mancanza di opportunità, sia per le difficoltà motorie e cognitive che spesso accompagnano certe problematiche. Per i bambini e gli adolescenti con disturbo dello spettro autistico, per esempio, è, dunque, fondamentale il coinvolgimento in attività di socializzazione che favoriscano l’inclusione con i pari e che possano portare benefici a livello sintomatologico e comportamentale. Lo sport, pur non essendo un’attività terapeutica, bensì ludico-ricreativa, può risultare complementare ai percorsi terapeutici e rivelarsi estremamente importante per la formazione dell’individuo e la crescita delle competenze trasversali del bambino con disturbo nell’area intellettivo-relazionale.

 

Dopo un primo anno di lavoro l’esperienza prosegue anche per l’annata sportiva 2019-20, con qualche piccolo innesto nello staff che prevede ora la presenza di otto persone tra adolescenti e partecipanti volontari, più tre istruttori: Giacomo, Giovanni ed Alessio. Al gruppo degli atleti, per gran parte confermato, si sono aggiunti tre giovani reclute, per un totale di undici sportivi. 

Il 20 novembre la FIP Lazio ha premiato, durante la sesta edizione dei Basket Awards 2019, la società Acilia Sport Red Foxes. Il premio “Basket e Solidarietà” ha riconosciuto nel progetto Insieme-Noi un valido mezzo di solidarietà sociale e pratica inclusiva del basket.